E tu, hai mai sognato il tuo funerale?

Ognuno di noi, quando si chiude nei propri pensieri, quando gli ingranaggi del cervello si muovono incessantemente avrà almeno per una volta immaginato il proprio funerale.

A me è capitato. A voi?

Ci piace immaginare come le persone si comporterebbero se un giorno non ci fossimo più. Chi si spaccerebbe per un caro amico quando è solo un conoscente, chi spenderebbe delle belle parole commoventi quando non conosceva nulla del tuo vissuto. Chi sinceramente piangerebbe con dolore la tua perdita. Molti comportamenti più o meno manifesti, diverse persone. Diverse situazioni.

Lo spettacolo “Caro Fratello” spazia svariati argomenti. Dalla morte alla depressione, al tempo. Il tempo che ci imbottiglia e ci riempie di menzogne.

La storia, è scritta davvero bene, c’è chi esce fuori emozionato, chi invece sorride ed è divertito. Succede questo quando stai vedendo uno spettacolo di sabato sera in un piccolo spazio dedicato alle attività culturali nella tua piccola città. Il cantiere Oberdan di Spoleto, che ha ospitato per quattro appuntamenti lo spettacolo dal titolo “Caro Fratello” diretto da Marco Ziello con le coreografie di Olga Ziello per la compagnia teatrale De.Co.Vo.

Teatro e Danza se ben rappresentati esprimono il  connubio adatto per poter dare libidine agli occhi dello spettatore. Marco e Olga Ziello ci sono riusciti.

Caro Fratello, fa sorridere, fa riflettere. Avevano proprio ragione i ballerini protagonisti che mi avevano precedentemente risposto alla domanda “perché venire a vedere lo spettacolo?”. Mi avevano risposto che avrei passato una serata piacevole, io e tutto il pubblico presente e così è stato.

Piacevole e riflessiva. Così riassumerei quell’ora di tempo che scorre veloce e serenamente mentre godi della recitazione di un bravo regista e di quei ragazzi che si sono immedesimati in parti diverse, tutte con una propria anima.

Caro Fratello è la storia di diverse realtà con le quali è possibile immedesimarsi. Quella della donna innamorata di un uomo che non la vede, quella della donna ossessionata dalla vita perfetta: dalla sposa e moglie perfetta! Quella del ragazzo innamorato della donna del proprio fratello. E ancora della visione, la visione della morte, quella di cui tutti un po’ abbiamo paura, quella immaginaria, che il protagonista vede costantemente nella sua vita colpita da quella sensazione di malessere e di prigionia che si ripercuote e si manifesta nello stato di depressione.

Complimenti a chi, si è impegnato nella riuscita della messa in scena, a Marco e Olga Ziello e a tutti i ballerini della squadra di Olga, (Alessia Tasca, Benedetta Parmegiani, Alice Fernandez, Massimiliano Toma e Jacopo Burger) che per la prima volta si sono cimentati nella recitazione degnamente.

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foto di Bruno Tigano.

qui il trailer dello spettacolo

Baffidansia

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